Monthly Archives: novembre 2013

Obesità infantile – ecco i numeri!

obesità nei bambini

Più di un bambino su 3 pesa troppo. E i genitori non se ne accorgono. L’indagine condotta dall’Istituto Superiore della Sanità, mette in evidenza che un milione e centomila bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni sono sovrappeso o obesi.

I genitori sembrano sottovalutare il problema: ben 4 su 10 non ritiene che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto all’altezza.

E’ sempre più preoccupante la situazione dell’obesità  in Italia: il 12,3%  dei bambini è obeso, mentre il 23,6% è in sovrappeso: più di un bambino su 3, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. 

Questo significa che 1 milione e centomila bambini tra i 6 e gli 11 anni sono sovrappeso o obesi in tutta Italia.  Sebbene nessuna Regione possa dirsi esente dal problema, le differenze sul territorio sono notevoli; con situazioni più gravi al Sud.  Non solo. Quasi 1 bambino su 2 abusa di Tv e video giochi (per cui si raccomanda di non superare le 2 ore al giorno): un comportamento favorito dal fatto che la metà dei bambini dispone di un televisore in camera propria.

Ossrvatorio Confcommercio Cesenate

Obesità infantile.

bambini obesi L’obesità è una patologia cronica caratterizzata da un significativo aumento di peso con ripercussioni gravi e invalidanti sulla qualità della vita. Da un punto di vista strettamente nutrizionale è sovrappeso chi ha un indice di massa corporea compreso tra 25 e 30 ed è obeso chi ha un indice di massa corporea superiore a 30.  

Il 30% di pazienti obesi che richiedono una cura ha in realtà un disturbo da alimentazione incontrollata (DAI), traduzione dall’inglese Binge Eating Disorder (BED). Consiste nel ricorso frequente ad abbuffate accompagnate da una sensazione di perdita di controllo, e colpisce sia uomini che donne senza una differenza particolarmente significativa tra i sessi. 

Le cause dell’obesità sono multi fattoriali: genetiche, ambientali, abitudini alimentari scorrette, alterazioni cardiopatiche e osteoarticolari, alterazioni dell’umore e della personalità.

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

violenza alle donneIl 25 novembre è la giornata mondiale Onu contro la violenza sulle donne. 

La piaga del femminicidio: 81 donne uccise nel primi sei mesi del 2013.

Nei primi 6 mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo.

Tra il 2000 e il 2012 si contano complessivamente in Italia 2220 vittime di omicidi, pari a una media di 171 l’anno,  una ogni 2 giorni.  

A Cesena, 4 donnne uccise  in 18 mesi.  Nel giro di 18 mesi, dall’ottobre 2010, il territorio cesenate è stato fiondato in un vortice di violenza senza precedenti: 4 le donne uccise, tutte per lo stesso motivo. 

La prima è stata Eleonora Liberatore, accoltellata in un bar di Cesenatico dall’ex fidanzato albanese; poi è toccata a Stefania Garattoni (marzo 2011) la diciannovenne di Cesena finita sotto la sua scuola dall’ex fidanzato di 26 anni, dopo anni di stalking. Gaetana Dama (ottobre 2011) è stata strangolata dal convivente, folle di gelosia, che dopo si è impiccato in un casolare nel Rubicone. E infine Sabrina Blotti (maggio 2012) madre di due figli, uccisa in via Mameli con due colpi di pistola dall’uomo che aveva rifiutato e denunciato per stalking.

Ceretto anticoncezionale – parliamone!

cerotto anticoncezzionaleeHo 30 anni e vorrei iniziare ad usare il cerotto per la contraccesione ormonale. Ma è vero che il cerotto può aumentare il rischio di tumori?

No. I vantaggi del cerotto sono identici a quelli offerti dalla pillola.

In particolare, il ricorso alla contraccesione ormonale – riduce il rischio di tumore dell’ovaio del 40-50 %.

La riduzione del rischio si osserva già nelle donne che ricorrono a questa contraccezione per soli tre – sei mesi, e persiste per quindici anni dopo la sospensione.

  • In generale, più lungo è stato il periodo di contraccezione ormonale, minore è il rischio di tumore ovarico; 
  • riduce il rischio di tumore dell’endometrio (lo strato interno dell’utero del 40-50%;
  • riduce il rischio di tumore del colon, del 40-60%;
  • non modifica il rischio di tumore al seno. Il rischio di questo tumore non è influenzato dalla contraccesione ormonale attuale o passata, nè dalla sua dose e durata di assunzione, nè dall’età di prima contraccezione;
  • il lieve aumento di tumori del collo dell’utero, in corso di contraccezione ormonale, riportato in alcuni studi, non è dovuto all’effetto degli ormoni, quanto al fatto che le donne che adottano questo tipo di contraccesione tendono a non far usare il profilattico al proprio patner. 

Questo le espone ad un maggior rischio di infezioni da Papillomavirus, responsabile del cancro del collo dell’utero nel 96,6% delle donne colpite.  

Terziario Donna Salute di Confcommercio Cesena

Dal 1^ gennaio 2014 – obbligo del Bancomat in molte attività!

pago-bancomat

A decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti
effettuati attraverso Pos per Bancomato e carte di credito. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.”

Per effetto di tale disposizione i commercianti, i prestatori di servizi (pubblici esercizi, carrozzieri, barbieri, saloni di bellezza, società di servizi, ecc.) e gli studi professionali (geometri, ingegneri, avvocati, consulenti del lavoro, dottori commercialisti, ecc.) dovranno dotarsi dall’1.1.2014 del
Pos  per consentire al cliente di pagare il bene acquistato / servizio ricevuto tramite bancomat.
Il richiamo delle disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 231/2007 dovrebbe comportare che i pagamenti pari o superiori a € 1.000 devono essere effettuati con i consueti canali
“tracciati”. Come desumibile dal citato comma 4 l’obbligo si riferisce esclusivamente alle carte di debito. Ciò non esclude che il soggetto “accetti” anche altre tipologie di pagamenti elettronici (ad esempio, carte di credito).
La Relazione accompagnatoria al “Decreto Crescita 2.0” specifica che “i soggetti … sono obbligati all’accettazione della sola carta di debito, fermo restando la facoltà di accettare altre forme di pagamento, non volendo porre oneri troppo gravosi in termini di commissioni delle carte di credito.”

La stessa Relazione afferma che “l’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici, …,rappresenta un efficace metodo per il contrasto all’uso del denaro contante, e di conseguenza all’evasione fiscale.

Confcommercio Cesena