Archivi Giornalieri: 30 settembre 2013

Utero in affitto – qual’è il giro d’affari?

utero in affitto 2

Quali sono i volumi d’affari che derivano dalla pratica  medica (peraltro illegale), dell’utero in affitto?

Attualmente in Italia la surrogazione di maternità  costituisce una pratica medica illegale, ma per i cittadini  italiani è legale ricondurre in Italia i figli e le figlie avuti attraverso questa pratica all’estero. In molti paesi, come India, Russia, Ucraina,  Stati Uniti, Grecia, la legislazione permetto l’uso di questa tecnologia riproduttiva.

Così, da una parte, cresce il turismo procreativo delle coppie italiane, dall’altra crescono le migrazioni dei medici made in Italy che aprono studi all’estero.

Secondo il tariffario pubblicato dal New York Times,  una madre surrogato indiana costa in media 25 mila €, tre volte di più una madre americana. Ma ci sono casi di compensi che sfiorano anche i 150 mila €. A Creta i costi più bassi. Un figlio costa in media 12 mila €.  Solo in India il giro d’affari si attesta su 2,3 miliardi di dollari l’anno!

Tra i servizi offerti dalle organizzazioni, oltre alla scelta della madre surrogato, anche l’assistenza legale per la stipula del contratto. Il costo totale dipende dal pacchetto scelto dal cliente specializzata in maternità surrogata. Insomma una vera e propria compravendita di figli.

Di fronte a questa vera e propria compravendita di figli, una società che sia davvero civile, non può restare a guardare: da questa consapevolezza nasce la volontà di creare un Comitato per contrastare questo fenomeno dilagante, al fine di svolgere un’opera di sensibilizzazione e mettere a conoscenza l’opinione pubblica dei valori in gioco e dei rischi connessi a tale problematica. In gioco c’è il futuro stesso nella nostra società.

Osservatorio Confcommercio Cesenate

Quante sono le imprese femminili nella Provincia Forlì-Cesena.

logo Terziario donnaVogliamo presentare l’analisi dell’imprenditoria femminile  relativa al 1^ semestre del 2013.

Il report, curato dalla Camera di Commercio di Forlì – Cesena, evidenzia una flessione contenuta delle imprese femminili provinciali. se paragonata alla dinaminca delle imprese attive totali.  La statistica, che utilizza ed alabora i dati del regitro delle Imprese, è dispobinile dal 2004 e consultabile nel sito camerale.

Al 30.06.2013 in provincia di Forlì – Cesena risultano attive 8.607 imprese femminili su un totale di 39.234 imprese, corrispondenti al 21,9% del totale; l’incidenza, come è possibile notare, è lievemente superiore a quella regionale (21,3%), ma inferiore a quella nazionale (24,3%).

Con riferimento al medesimo semestre del 2012 si è verificata una flessione delle imprese femminili pari all’1,4% a livello provinciale, superiore a quella della regione Emilia – Romagna (-0,4%) e nazionale (-0,8%). La dinamica delle imprese femminili appare tuttavia positiva, nello specifico riferimento a quelle con “forte” presenza di soci/proprietari donne (si vedano le definizioni di impresa femminile per le specifiche voci) per tutti i livelli territoriali. Il trend dal  2007 a livello provinciale appare crescente fino al primo semestre del 2011, ma costantemente inferiore a quello regionale e nazionale. Per  quel che riguarda proprio l’evoluzione delle imprese femminili prendendo il 2007 come anno base e riferendosi al primo semestre di ogni anno, si è assistito ad un incremento dello 0,7% in provincia di Forlì – Cesena, un trend positivo, seppur molto contenuto rispetto alla crescita regionale (+3,5%), e a quella nazionale (+1,9%). Per quanto riguarda la disaggregazione per settore di attività, in provincia il 26,9% delle imprese femminili appartiene al commercio ed il 18,7% all’agricoltura. Seguono, in ordine di importanza, le “altre attività dei servizi” (11,3%), il settore degli “alberghi e ristoranti” (11,3%), il settore manifatturiero (8,4%) e le attività immobiliari (6,4%). Il comparto a più elevata presenza femminile risulta quello delle “altre attività di servizi” (comprendente attività quali lavanderie, estetiste, parrucchiere ecc.), con oltre la metà delle imprese totali esistenti in provincia (55,4%).

I dati sono disponibili sul sito della Camera di Commercio di Forlì – Cesena, www.fc.camcom.it, (area Informazione economico statistica, prodotti, imprese femminili).