Archivi Giornalieri: 3 settembre 2013

Il desiderio sessuale crolla se si dorme poco!

coppia a letto

Il desiderio sessulale crolla se si dorme solo 6 ore e mezzo. 

E una donna su tre oggi vede cadere a picco il proprio desiderio sessuale e i rapporti con il partner si riducono a una volta al mese, con il rischio di mandare in crisi la coppia.

Troppo stanche e stressate per fare l’amore. Costrette a ridurre le ore di sonno per districarsi tra mille impegni (lavoro, full time, marito da non trascurare, i figli da accompagnare a scuola, casa da tenere in ordine) riducendo a 6 ore e mezzo le ore di sonno.

E’ il risultato di uno studio che e stato presentato al Congresso Italiano di ginecologia e ostetricia a Napoli dalla Prof.ssa Alessandra Graziottin direttrice del Centro di ginecologia del San Raffaele di Milano.

La deprivazione cronica di sonno riduce l’energia vitale e fa virare l’umore verso la depressione, con ripercussioni dirette sull’eccitazione facendo perdere la voglia di fare l’amore.

L’indagine è stata svolta su un campione di 200 pazienti tra i 20 e 50 anni che si sono presentate al Centro di ginecologia del San Raffaele di Milano, per problemi sessuali.

Nel 32% dei casi è emerso che il calo della voglia di fare l’amore è legato a doppio filo alla carenza di sonno: un problema che colpisce le lavoratrici under 40 con almeno un figlio.

Rispetto agli anni settanta, oggi si trascorre un’ora e mezzo in meno sotto le lenzuola. E’ una riduzione che per le donne va di pari passo, tra l’altro con la crescita dell’occupazione femminile e lo stress provocato dalla necessità di conciliare carriera e famiglia.  

Osservatorio Confcommercio Cesena

Lavoro occasionale: ecco un’importante novità!

LOGO INPS

Lavoro occasionale svolto dai familiari del titolare: ecco una importante novità! 

Con circolare Prot. 37/0010478/MA007.A001 del 19/06/2012, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito dei chiarimenti molto interessanti circa l’esclusione contributiva del  lavoro occasionale svolto dai famigliari dell’impresa commerciale.

In via prioritaria si afferma che sono escluse dall’obbligo di iscrizione presso l’Inps, le prestazioni rese da pensionati, i quali verosimilmente non possono garantire al familiare, che sia titolare o socio dell’impresa, un impegno a carattere di continuità.

 Analoga conclusione viene evidenziata per le prestazioni  svolte dal familiare full-time presso altro datore di lavoro. In questi due casi la collaborazione del familiare si considera in via presuntiva di natura occasionale e pertanto spetta al personale ispettivo provare con idonea documentazione l’esistenza di una “prestazione lavorativa continuativa”.

La circolare inoltre precisa che per attività occasionale si intende quella caratterizzata dalla non  sistematicità e stabilità dei compiti espletati che non riguardano comportamenti abituali e prevalenti nell’ambito della gestione aziendale e lega la nozione di occasionalità al limite quantitativo di 90 giorni non esecutivi, frazionabili in ore ossia 720 ore nel corso dell’anno solare, la durata massima del lavoro prestato.

Anche in quest’ultimo caso il superamento del suddetto parametro quantitativo dovrà essere dimostrato dal personale addetto ai controlli con elementi di natura documentale o testimoniale.

Per quanto attiene le collaborazioni occasionali escluse dagli adempimenti di carattere previdenziale, la circolare li riconduce a quelle instaurate fra il titolare dell’azienda oltre col coniuge con i parenti ed affini di terzo grado.