Archivi Giornalieri: 21 Maggio 2013

I genitori sono responsabili dell’educazione dei figli.

 Vi vogliamo riportare una sentenza sulla responsabilità dei genitori sull’educazione del figli.

famiglie ribelli

Storica, innovativa sentenza del Tribunale di Genova, che ha condannato i genitori di due ragazzi, riconosciuti colpevoli di tentato omicidio premeditato, a risarcire i danni alla famiglia della vittima: 822.055 euro. Una cifra enorme per i genitori, operai, cui è già stata messa sotto sequestro la casa, che peraltro non basta a saldare il debito. La loro colpa? “Oggettive carenze nell’educare i figli al rispetto dell’altro”.

Il fatto: nel 2008, due fratelli genovesi, lei 19 anni, lui 16, accoltellano un amico, che suonava nel loro gruppo musicale, con 40 coltellate. Il ragazzo rischia la vita, viene sottoposto a molteplici interventi, sopravvive, resta segnato da cicatrici deturpanti e perde per sempre l’uso del braccio e della mano sinistra. Reso invalido da due fratelli che credeva amici. La famiglia della vittima ha chiesto i danni alla famiglia dei due potenziali assassini, di cui uno minorenne. Il Tribunale di Genova, ravvisando una precisa responsabilità dei genitori nei comportamenti antisociali dei figli minori, ha chiarito con molta fermezza che ne devono rispondere, anche economicamente.

Congedo parentale per il padre.

congedo parentale

E’ stato approvata in via sperimentale per gli anni 2013-2015, il congedo per il padre (obbligatorio e facoltativo) e forme di contributi economici per la lavoratrice madre che riprende l’attività lavorativa dopo l’astensione obbligatoria.

Il congedo obbligatorio, pari ad un giorno  e quello facoltativo, pari a due giorni, sono entrambi  fruibili entro i primi 5 mesi di vita del bambino o nelle ipotesi assimilate (affidamento, adozione etc.).
La prima tipologia, nella quale il padre ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per un giorno, può essere utilizzata anche durante il congedo della madre ed in concomitanza dello stesso, la seconda invece, è in alternativa e pertanto subordinata alla rinuncia da parte della madre dei due giorni, con conseguente anticipazione del termine finale di astensione post partum.

La disciplina si applica a tutte le nascite avvenute dal primo gennaio 2013.

Il padre lavoratore ha diritto al 100% della retribuzione giornaliera e tale importo è totalmente a carico Inps. Per usufruire dei giorni spettanti deve essere inoltrata al datore di lavoro comunicazione scritta con un preavviso di almeno 15 giorni, contenente le date in cui si intende assentarsi. I congedi non possono essere frazionati ad ore.

Nello stesso decreto sono previsti anche contributi economici a favore della lavoratrice madre che intenda riprendere l’attività lavorativa, al termine del periodo di astensione obbligatoria e negli undici mesi successivi.

Il contributo può essere utilizzato  per un servizio di baby sitting  oppure per sostenere  servizi pubblici per l’infanzia o privati, se accreditati. Il beneficio consiste in una erogazione mensile di euro 300,00, per un massimo di sei mesi, in base alla richiesta della lavoratrice. Per le lavoratrici part time il contributo sarà erogato “pro quota”, mentre per le collaboratrici a progetto è erogabile per un massimo di tre mesi.

Per il servizio di baby sitting vengono erogati buoni lavoro, mentre per i servizi all’infanzia ci sarà un pagamento diretto alla struttura indicata, per l’importo sopracitato.

Per accedere ai benefici è necessario presentare domanda telematica all’INPS che provvederà, alla chiusura del bando, a stilare una graduatoria per gli aventi diritto, la quale  terrà conto dell’indicatore Isee e a parità di requisiti, della data di presentazione della domanda.

Sono escluse dal beneficio le donne già esentate dal pagamento delle rette degli asili nido e quelle che usufruiscono del contributo previsto dal Fondo per le politiche attive. 

Per ulteriori informazione rivolgersi alla Consulente del Lavoro di Confcommercio Cesena – Sig.ra Beatrice Danesi – e mail b.danesi@ascom-cesena.it

 

Giovani e web:parte una capagna sul suo corretto utilizzo!

giovane al computer

Educare i giovani al Web! Parte una campagna di informazione e consapevolezza sul corretto utilizzo del web.

Lo sapere quante ore i vostri figli stanno in rete? Vi siete mai chiesti come utilizzano il web?

Ecco alcuni dati che vi sorprenderanno!

Il 79% dei ragazzi italiani tra i 12 e 17 anni possiede o usa un suo computer personale, il 56% passa su internet dalle 2 alle 4 ore al giorno, all’85% capita spesso di chattare con amici e conoscenti, al 57% di postare proprie fotografie in internet. Il 92% (con più di 16 anni) dichiara di avere un profilo su Facebook e il 74% di questi  lo aggiorna quasi tutti i giorni.

Questa è la realtà su cui si cala il progetto O.I.R. (Impact Of Relationship).

Il progetto ha lo scopo di insegnare ai giovani tra i 10 e 17 anni l’importanza di un uso corretto dei social network, al fine di sfruttare le potenzialità della rete senza incorrere nei possibili rischi come la violazione della privacy, frodi finanziarie, cyberbullismo ecc..

Per raggiungere lo scopo il progetto prevede la creazione di una campagna informativa fatta circolare attraverso i social network stessi, finalizzata a trasmettere alcune procedure e strumenti di prevenzione.

a cura dell’ossrvatorio di Confcommercio Cesena

Cassazione: è reato buttare oggetti dal balcone.

cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale di una condomina che regolarmente utilizzava il balcone sottostante al proprio appartamento come pattumiera buttando sigarette, cenere e detersivi corrosivi come la candeggina. (Sentenza n. 16459/2013 depositata l’11 aprile 2013). La condomina maleducata aveva presentato ricorso contro la sentenza del Tribunale che l’aveva dichiarata colpevole del reato previsto dal Codice Penale per aver arrecato molestie ad una vicina gettando “nel piano sottostante ove si trovava l’appartamento di quest’ultima rifiuti, quali cenere e mozziconi di sigarette, nonchè detersivi corrosivi, quale candeggina”  e l’aveva condannata alla pena di 120 euro di ammenda. L’importanza di questa sentenza è l’aver considerato l’azione della condomina un reato: per la precisione quello di “getto pericoloso di cose”, sanzionato dall’art. 674 del Codice Penale che recita: “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o a imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.

Aforismi & Citazioni.

aforismi e citazioniIl mondo è un libro del quale ogni passo ci apre una pagina.

Alphonse de Lamartine